venerdì 30 marzo 2018

“Matera, coi Sassi nel cuore” ancora disponibile in edicola



Il dodicesimo volume della collana Midi Fumetti per il Sud è ancora disponibile nelle edicole a soli 5 euro. È un fumetto da non perdere assolutamente, come -del resto- tutti quelli della collana realizzata apposta per i 130 anni della Gazzetta del Mezzogiorno

Avete preso il dodicesimo volume della collana MiDi Fumetti per il Sud, che vi abbiamo segnalato due settimane fa? No?! Beh, se non lo avete fatto, siete ancora in tempo: “Matera, coi Sassi nel cuore” sarà disponibile nelle edicole di Puglia e Basilicata fino all’ottava di Pasqua. E all’incredibile prezzo di 5 euro (sennò, da maggio, in libreria, lo pagate il doppio!).
Per invogliarvi nell’acquisto vi riportiamo una vignetta che riguarda Pasolini, che ha girato proprio nei Sassi e nella Murgia tarantina il suo “Vangelo secondo Matteo”.



Questo è l’ultimo post di Nuvolette. Ad aprile ci prendiamo una pausa.
Ci sono molte cose che bollono in pentola: tra cui una rivista e un premio che ritorna.
Non vi diciamo di più, tra un mese esatto verranno svelati i primi particolari.
A presto

venerdì 23 marzo 2018

I 70 di Tex Willer



DANTE SPADA (foto Ludovica Rota)


Creato nel 1948 da Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini, è il più longevo personaggio del fumetto italiano. Tra gli autori che hanno avuto l’onore (e l’onere) di incrociare la sua strada c’è anche il castellanetano Dante Spada. Esce proprio in questi giorni la ristampa dell’unica storia da lui realizzata


Si legge sul sito dell’editore Bonelli: «Creato nel 1948 dallo sceneggiatore Gianluigi Bonelli e dal disegnatore Aurelio Galleppini (Galep), Tex Willer, pubblicato ininterrottamente da settant’anni, è il più longevo personaggio del fumetto italiano e uno dei più duraturi del fumetto mondiale. Grintoso, ironico, antirazzista e nemico di ogni ingiustizia, per gli indiani Navajo è Aquila della Notte, saggio capo bianco e fratello di ogni uomo rosso. Per i bianchi è l’agente indiano della riserva Navajo e un ranger dalla mira infallibile. Per i fuorilegge che hanno la sventura di incrociare la sua pista è l’incubo peggiore. Raddrizzatore di torti e dispensatore di giustizia, Tex può contare sull’aiuto dei suoi pards: l’anziano e burbero Kit Carson, il fiero Navajo Tiger Jack e il figlio Kit. Con il tempo sulle pagine di Tex si alternano le migliori firme del fumetto italiano, mentre si moltiplicano le iniziative volte a celebrare il personaggio, oggetto di licensing, mostre, incontri, volumi di critica e fumettografie, testi di saggistica. Nel 1985 è la volta della versione cinematografica: Rai Tre produce “Tex e il signore degli abissi”, diretto da Duccio Tessari e interpretato da Giuliano Gemma. La serie è tradotta in tutta Europa e in numerosi altri Paesi, ne esistono versioni anche in lingua ebraica e tamil».
Tra i disegnatori di Tex c’è anche il castellanetano Dante Spada. Nato nel 1960, sin da bambino coltiva la sua passione per il disegno ed è affascinato soprattutto dai supereroi Marvel, pubblicati in Italia, a partire dal 1970, dall’editore Andrea Corno. Nel 1993 espone alla rassegna Expo Comics di Bari. Alfredo Castelli gli propone di realizzare il primo numero della serie Storie da Altrove per la Bonelli. È l’inizio di una lunga collaborazione. Agli esordi si firma con il suo nome completo, Dante Erasmo Spada. Disegna per Zona X, Storie da Altrove, Martin Mystère Gigante, Tex, L’Almanacco del Mistero 2012 e Le Storie. Nel 2002 riceve dall’Anafi di Reggio Emilia, il Premio “Albertarelli”. Oggi vive e lavora a Gioia del Colle.
Proprio in questi giorni, ristampata sulla collana “Tutto Tex”, potete leggere (o rileggere) l’unica storia di Aquila della Notte da lui disegnata, apparsa sui numeri 563 (“Spedizione in Messico”) e 564 (“Rurales!”, da domani in edicola) .
Noi di “Nuvolette” i 70 anni di Tex li festeggiamo così!

venerdì 16 marzo 2018

Matera e i Sassi nell’ultimo strepitoso volume MiDi



Il dodicesimo volume a fumetti della collana che celebra i 130 anni della Gazzetta del Mezzogiorno è il degno finale per una iniziativa unica nel suo genere. “Matera, coi Sassi nel cuore” ci ha fatto commuovere. Un altro (ultimo, ahinoi) piccolo gioiello

La collana MiDi Fumetti per il Sud è stato un inaspettato regalo, non solo per gli appassionati di fumetti, ma per tutti i cittadini di Puglia e Lucania.
Dodici imperdibili volumi a fumetti che hanno raccontato cronache, miti, personaggi, storie, tradizioni, leggende del Sud. E questo grazie alla Gazzetta e alle edizioni Hazard di Milano.
L’ultimo, “Matera, coi Sassi nel cuore”, non ha deluso le aspettative. Scritto e disegnato da due pugliesi di Altamura, Antonio Mirizzi e Salvatore Centoducati, è molto fedele alla realtà, con citazioni e con una postfazione di Mirizzi. Vede la partecipazione di Pier Paolo Pasolini e dell’attore catalano Enrique Irazoqui, fedelmente disegnati da Centoducati, con il set de “Il vangelo secondo Matteo”, girato in gran parte nei Sassi e in Puglia (a Ginosa, Massafra, Manduria e Gioia del Colle, tra gli altri).
Si legge nell’abstract: «Siamo abituati a distinguere il tempo ciclico delle stagioni da quello storico in quanto progresso continuo e lineare. Prima di Cristo, dopo Cristo, per esempio. Non è dunque casuale che Carlo Levi nel 1945 abbia utilizzato Cristo come metafora del punto di non ritorno che avrebbe finalmente cambiato (in meglio, auspicava) la vita dei contadini nel Mezzogiorno d’Italia e, specialmente, in Lucania. I Sassi di Matera costituivano un caso limite: famiglie numerose stipate assieme agli animali in abituri scavati nella roccia, umidi e bui, senza acqua corrente né fognatura. Una situazione inaccettabile per un’Italia che inseguiva il sogno della modernizzazione e di un riscatto sul piano internazionale. La legge n. 619 del 1952 sul Risanamento dei Sassi segnò la tappa più clamorosa della discesa del Cristo di Levi oltre Eboli: la fine di modi di vita che si erano testardamente conservati intatti per secoli e l’inizio di qualcosa di completamente nuovo, nel bene come nel male. I Sassi furono abbandonati (più o meno volontariamente), finendo per diventare la tomba e una sorta di espressione archeologica della civiltà contadina materana, del vicinato e di altre tradizioni radicate nel tufo lungo i versanti della gravina. Ma in fondo la Storia non funziona in maniera dissimile dalle stagioni. Dopo la morte è venuta la rinascita e il ciclo si è rinnovato, gli anziani hanno passato il testimone ai giovani, i quali sono diventati a loro volta anziani e si sono rassegnati all’avanzare delle generazioni successive. Soprattutto in un momento di rinascenza come quello attuale (Matera Capitale della Cultura nel 2019), è importante guardarsi indietro per conoscere e, magari, celebrare cosa (e chi) è venuto a mancare e comprendere come oggi si ripresenti, facendosi strada tra le memorie personali e familiari o in mezzo agli oggetti stipati nei musei».
Antonio Mirizzi, nato nel 1995, passa infanzia e adolescenza ad Altamura, dove da autodidatta realizza vignette e fumetti per pubblicazioni locali. A Bologna segue i corsi di fumetto organizzati da Piero Ruggeri presso l’associazione DLF, di cui è attualmente parte del corpo insegnante. Nel 2016 realizza con Pietro Clemente una storia breve per il catalogo del museo Ettore Guatelli. Nell’estate dello stesso anno vince il premio per la miglior storia al 24h Comics Contest del Crime City Comics. Coordina il progetto collettivo Bologna Indegna, un crowdfunding finalizzato alla realizzazione del volume omonimo, pubblicato nel maggio 2017: il libro è un ibrido di prose e tavole a fumetti, che lo impegnano sia come sceneggiatore che come disegnatore.
Salvatore Centoducati, nato ad Altamura nel 1984, lavora come illustratore e animatore. Nel 2013 il suo corto Premonizione si aggiudica il premio “#100sec per il futuro” di BNL Bnp Paribas al Festival di Roma. Si diploma in cinema d’animazione al Centro Sperimentale di cinematografia Piemonte nel 2014 con il corto Office Kingdom, il quale ottiene numerosi riconoscimenti presso festival nazionali, internazionali e sul web. È tra i fondatori dello studio d’animazione Ibrido di Torino, con cui realizza i corti Lo Stainway, prodotto da Cinecittà-Istituto Luce, e Water Hunters, che lo vede anche nel ruolo di regista assieme a Massimo Ottoni.
Da non perdere! Nelle edicole di Puglia e Basilicata a solo 5,00 euro (!) oltre il costo della Gazzetta.

Ecco tutti i titoli della collana:
1) Sarò quello che sono. Rodolfo Valentino da Castellaneta al mito, di Tommaso Vitiello e Emanuele Parascandolo
2) Opera al bianco. San Nicola da Myra a Bari, di Olga Mazzolini e Samuele Sambuco
3) Il punto di vista degli ulivi, di Marco Gastoni e Nicola Gobbi
4) La marea. Un’estate a Pizzomunno, di Giorgio Pellizzari e Angela Allegretti
5) Le leonesse di Monteleone, di Marco Gastoni e Luciano Ceglia
6) Il gran ghetto, di Stefano Sardella e Vincenzo Bizzarri
7) ’O Stablmend. Storie di fumi, di lotte e amore a Taranto, di Tonio Vinci
8) La terra chiama, di Mattia Moro
9) Il fiore e la serpe. L’uomo che uccise Federico II, di Frekt e Sanse
10) Li chiamavano Lupi Sordi, di Luigi Zetti
11) Taras, l’atleta di Taranto, di Olga Mazzolini e Elena Mistrello
12) Matera, coi Sassi nel cuore, di Antonio Mirizzi e Salvatore Centoducati

venerdì 9 marzo 2018

La Storia di Taranto a fumetti, anzi no... “illustrata”!





L’editrice tarantina Scorpione, alla fine del 2016 ha pubblicato la riedizione de “La Storia di Taranto illustrata”. I disegni sono di Vincenzo Nisco, oggi indiscusso Maestro del Cinema d’animazione. Nella prima edizione figurava la dicitura “a fumetti”, che oggi viene cambiata in “illustrata”, quasi a prendere le distanze da quel mezzo di comunicazione di massa. Proprio mentre i grossi gruppi editoriali, a quello stesso medium danno ampio spazio...

Alla fine del 2016 è uscito, per i tipi di Scorpione, la riedizione de “La Storia di Taranto” con i testi degli studiosi Mario Lazzarini, Piero Massafra e Roberto Nistri. I disegni sono di Vincenzo (Enzo) Nisco.
“La Storia di Taranto illustrata” (questo il titolo completo) è un volume di grandi dimensioni (21x29 cm.) e con ben 260 pagine. Si legge nell’abstract, sul sito ufficiale della casa editrice: «Il volume, è stato pubblicato per la prima volta nel 1983. L’opera non trascura mai la veridicità dei fatti a vantaggio del “romanzesco” o addirittura del “fumettistico”. Ogni momento della narrazione è costruito con assoluta verosomiglianza, sempre rapportato a quanto appare ormai consolidato nella ricerca scientifica».
Negli anni ‘80, l'opera fu edita a dispense, vendute in edicola, e raccolte poi in volume con il titolo di “La Storia di Taranto a fumetti”. Oggi, però, la Scorpione sembra prendere la distanze dal medium fumetto e dal romanzo (a fumetti). È curioso leggere simili cose, in tempi dove la quasi totalità dell’editoria, in Italia, a partire dai grossi gruppi come Mondadori e Feltrinelli, rivaluta il fumetto, lanciando collane ad esso dedicate e puntando sulle "graphic novel", termine utilizzato per “nobilitare” il vecchio e bistrattato fumetto e presentarlo in libreria come un prodotto “nuovo”, “alla moda” e “colto”.
Ci ha colpito non poco, il finale dell’abstract: «La documentazione storica è stata affidata a specialisti del settore che hanno prodotto una sintesi eccezionale ed eloquente, trasferita in immagine da un disegnatore certamente capace di intervenire con grande perizia e sensibilità tanto da far emergere il ritmo della narrazione storica». Il disegnatore de “La Storia di Taranto illustrata” è Vincenzo Nisco, tarantino doc, che oggi è uno dei migliori art director in circolazione (a livello mondiale) nel campo dell’animazione.
Si legge nella sua biografia: «Terminati gli studi artistici, lavora nel campo del fumetto inizialmente nell’ambiente romano disegnando storie per le testate Lanciostory e Skorpio, Balboa, e successivamente a Milano per Edifumetto, Ediperiodici, Xenia.
Negli anni ‘90 si trasferisce in Malesia e collabora alla creazione di un parco a tema, come character designer dei vari personaggi del parco. Successivamente si sposta a Singapore dove lavora con l’agenzia Lawton e Yeoh e poi in Australia presso gli studi di animazione Disney, dove collabora alla realizzazione di molti sequels, tra i quali “Tarzan 2”, “Lilli e il vagabondo 2 - Il cucciolo ribelle”, “Lilo & Stitch 2 - Che disastro Stitch!”, “Koda, fratello orso 2”, “Il re leone 3 - Hakuna Matata”, “I tre Moschettieri”, “Bambi 2 - Bambi e il Grande Principe della foresta”, “Cenerentola: Il gioco del destino” e altri. Rientrato in Italia nel 2006, lavora con Rainbow come direttore artistico per i film "Winx Club" e "Gladiatori di Roma". Candidato al David di Donatello per gli effetti speciali di "Winx Club - Il segreto del regno perduto", diventa membro permanente dell’Accademia del Cinema Italiano e viene insignito nel 2006 della onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica dal Presidente Napolitano. Nel giugno del 2015, all’ICFF Film Festival di Toronto [vedi foto], riceve l’“Award of Honour” per i suoi 40 anni di carriera». Un Grande del Cinema d’animazione, quindi... e con un artista del calibro di Vincenzo Nisco, la Scorpione avrebbe potuto giocarsi meglio questa riedizione della Storia di Taranto... a fumetti. Invece -che strano- il volume non è stato neanche presentato in un incontro con il pubblico.

venerdì 2 marzo 2018

C’era una volta la collana degli albi “Falco”









Nel maggio 1991 esordisce a Taranto una collana antologica a fumetti curata dal tarantino Francesco Porcelli. Esce il primo numero: “La maschera di ferro” e poi l’iniziativa si interrompe. L’editore -la legatoria AL. PA. di Aldo Stagno- ci riprova pubblicando il numero zero della fanzine di musica e fumetto “Comics & Roll”: è l’ultimo atto della sua incursione nel mondo del fumetto

Francesco Paolo Porcelli, vulcanico personaggio dai molteplici interessi, tra cui la fantascienza (sue le fanzine “Adventure Flash” e “Saturnia Adventure”, pubblicate a Taranto nei primi anni ’70), con l’aiuto di Aldo Stagno della legatoria tarantina AL.PA., che veste per l’occasione i panni dell’editore, all’alba degli anni ‘90, decide di realizzare una collana a fumetti. 
I suoi soggetti, che giacciono da tempo nel cassetto, spaziano dall’avventura all’epico, fino al genere noir.
Si pensa ad una serie antologica. Così si cercano, alla fine del 1989 (quando in Italia, superata la crisi degli ‘80, l’editoria a fumetti era nella fase della “riscossa”) con un’inserzione pubblicata sul quotidiano locale “Corriere del Giorno”, i disegnatori della serie che viene denominata «Gli Albi “Falco”» (da non confondersi con gli “Albi del Falco” della Mondadori, che negli anni ‘50 portarono per la prima volta in Italia le avventure di Superman/Nembo Kid).
Il primo a presentarsi alla legatoria di Aldo Stagno è un giovanissimo disegnatore, Paolo Logroio, al quale viene affidata la prima storia della collana, intitolata “La Maschera di Ferro”. L’ispirazione è il romanzo di Alexandre Dumas “Il Visconte di Bragelonne”.
Paolo Logroio, licenza media, autodidatta, nel 1989, quando viene arruolato nel progetto, ha appena vent’anni. Il suo tratto è ancora incerto e discontinuo. I disegni risultano alla fine molto impersonali: in alcune vignette ricordano quelli delle mitiche EsseGesse (e, in particolare, i personaggi della serie Comandante Mark) e in altre i tascabili della Edifumetto (Zora?), probabilmente ricopiati (ricalcati?) pedissequamente dagli originali. Il risultato è un modestissimo fumetto di 33 tavole senza alcuna ambizione.
Appena interessante il testo di Porcelli (nel fumetto fa la sua comparsa persino Cyrano de Bergerac in missione al Luovre!). Colpisce la sua “Prefazione”, proprio come se ci trovassimo di fronte ad un libro, ad un romanzo e, nel nostro caso, un “romanzo a fumetti”, termine quest’ultimo che è entrato recentemente nel vocabolario e, soprattutto, nelle scelte editoriali di numerosissimi editori. 
Ma la vicenda diventa ancora più curiosa, quasi incredibile, se pensate che quel primo albo della collana, datato maggio 1991, non verrà mai distribuito ma diventerà un regalo per amici e conoscenti degli stessi autori e dell’editore. Un alone di mistero avvolge questa scelta, eppure sul retro della pubblicazione è indicato anche il prezzo di copertina, abbastanza alto per l’epoca: «£. 8.000». La pubblicazione, della quale nessuno è stato in grado di rivelarci l’esatta tiratura (1.000? 2.000? 4.000 copie?), fu stampata presso le Grafiche Martignano di Parabita, nel Leccese. 
Purtroppo non videro più la luce i numeri successivi della serie: “Il Faraone Maledetto” (n. 2), annunciato in terza di copertina, con un bellissimo disegno di autore sconosciuto, e “Un cadavere vestito di giallo”, noir ambientato a Taranto, del quale lo stesso Logroio realizzò solo le prime nove tavole.
Le prime otto tavole de “La Maschera di Ferro” sono state ristampate, nel 2004, sui numeri 2 e 3 (quattro tavole per numero) della fanzine emiliana “Walhalla”.
Recentemente, qualche copia dell’albo è stata avvistata in una fumetteria cittadina e in vendita su eBay. Nessuna traccia del fumetto, invece, presso l’editore (la legatoria AL.PA. di via Giovan Giovine) che non ne possiede più alcuna copia.
Ma l’incursione nell’editoria a fumetti della AL.PA. non si esaurì con “La Maschera di Ferro”. Nel dicembre 1991, Aldo Stagno pubblica, con una tiratura di 1.000 copie, il n. 0 di “Comics & Roll”, fanzine di musica e fumetti nata per volere di Enzo Rizzi, che ospita al suo interno articoli musicali e una storia a fumetti che ha come protagonista Alice Cooper e la sua “Chop chop chop”. Rizzi, autore anche di Heavy Bone, pubblica in proprio (non più stampati in tipografia ma fotocopiati) altri 19 numeri di Comics & Roll, l’ultimo nel dicembre 1996.
Dopo la morte di Francesco Porcelli, avvenuta a metà degli anni ‘90, Stagno abbandona definitivamente l’idea dell’editoria a fumetti.

venerdì 23 febbraio 2018

I musei italiani a fumetti


Eva Degl'Innocenti e Squaz

Una collana di fumetti per avvicinare i giovani all’arte. 22 volumi realizzati da altrettanti autori, per raccontare attraverso il fumetto i musei italiani. Il MArTA è rappresentato da un fumetto di Squaz.
Una iniziativa senza precedenti.

Si è aperta il 21 febbraio, a Roma, all’Istituto Centrale per la Grafica Fumetti nei Musei, la mostra “Fumetti nei Musei”, nata dell’omonimo progetto che ha coinvolto alcuni dei più famosi fumettisti italiani che hanno realizzato 22 graphic novel dedicate ai musei statali. In mostra, ad ingresso libero fino al 1° aprile (dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 19 in via della Stamperia, 6) tutte le immagini delle copertine degli albi, una selezione delle tavole a fumetti, gli schizzi e i bozzetti originali degli artisti realizzati da: Martoz per la Galleria Borghese; Tuono Pettinato per la Galleria dell’Accademia di Firenze; LRNZ per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea; Andrea Settimo per la Galleria Nazionale dell’Umbria; Maicol&Mirco per la Galleria Nazionale delle Marche; Alessandro Tota per le Gallerie degli Uffizi; Alice Socal per le Gallerie dell’Accademia di Venezia; Paolo Parisi per le Gallerie Nazionali d’Arte Antica in Palazzo Barberini; Lorena Canottiere per i Musei Reali di Torino; Lorenzo Ghetti per il Museo e Real Bosco di Capodimonte; Otto Gabos per i Musei del Bargello; Fabio Ramiro Rossin per il Palazzo Reale di Genova; Dr. Pira per il Parco Archeologico di Paestum; Paolo Bacilieri per la Pinacoteca di Brera; Maicol&Mirco per la Reggia di Caserta; Marino Neri per le Gallerie Estensi; Zuzu per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli; Vincenzo Filosa per il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria; Squaz per il Museo Archeologico Nazionale di Taranto; Sara Colaone per il Palazzo Ducale di Mantova; Bianca Bagnarelli per il Parco Archeologico di Pompei; Roberto Grossi per il Parco Archeologico del Colosseo.
Il progetto, ideato dall’ufficio stampa e comunicazione del Mibact, realizzato in collaborazione con Coconino Press-Fandango e con il supporto di Ales SpA, il Centro per i Servizi educativi del Mibact e della Direzione Generale dei Musei, si pone l’obiettivo di avvicinare i ragazzi e gli adolescenti al patrimonio museale italiano.
Al termine della mostra tutte le stampe originali esposte entreranno a far parte del patrimonio dell’Istituto Centrale per la Grafica, costituendo così il primo importante nucleo di opere dell’Istituto legato all'arte del fumetto.
I fumettisti hanno lavorato alle storie in totale libertà, dopo una visita approfondita nei musei, accompagnati dai rispettivi direttori e staff.
I volumi (oltre al fumetto di 18 pagine ci sono brevi testi di presentazione del museo, approfondimenti e immagini delle opere d’arte che sono oggetto del racconto: 24 pagine in totale) saranno distribuiti gratuitamente nei rispettivi musei ai bambini e ai ragazzi che parteciperanno alle attività didattiche.
Il fumetto “Cuore d’atleta” del fumettista tarantino Squaz è dedicato all’Atleta di Taranto delle collezioni archeologiche del Museo di Taranto. Il volume è stato presentato all’inaugurazione della mostra, alla presenza della direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, insieme al ministro Dario Franceschini e a Squaz. Il fumetto di Taranto è stato tra i primi quattro presentati in anteprima.

Una iniziativa senza precedenti in Italia.

venerdì 16 febbraio 2018

Un Taras raccontato al femminile (ma non convince)







L’undicesimo volume della collana MiDi Fumetti per il Sud, scritto e disegnato da due donne: Olga Mazzolini ed Elena Mistrello, purtroppo non è all’altezza dei precedenti. Un vero peccato. A marzo la dodicesima uscita, dedicata ai Sassi di Matera.

L’attesa dell’uscita di ogni nuovo volume della collana “MiDi Fumetti per il Sud” genera sempre una grande aspettativa. L’editrice Hazard ci ha regalato strepitose storie a fumetti (ne citiamo quattro, su tutte: “Le leonesse di Monteleone”, “Il gran ghetto”, “’O stablmend” e “La terra chiama”) con autori come Marco Gastoni, Luciano Ceglia, Stefano Nardella, Vincenzo Bizzarri, Tonio Vinci, Matteo Moro, che ci hanno a dir poco entusiasmato.
L’undicesimo volume dedicato a “Taras, l’atleta di Taranto”, non è, ahinoi, all’altezza dei precedenti. Tutt’altro...
Si legge nella presentazione: «La storia di Taras prende spunto dal ritrovamento a Taranto dell’unica sepoltura completa di un atleta del mondo greco. La tomba è un reperto d’inestimabile valore: rappresenta, infatti, l’unica testimonianza di contendente che sia riuscito a sopravvivere alle dure gare dell’antichità. La leggenda di questo personaggio storico è qui romanzata in modo ironico: l’atleta è di nobile famiglia spartana, molto critica nei suoi confronti poiché il ragazzo pensa solo agli allenamenti esi disinteressa della città e del bene comune. I fratelli, impegnati attivamente nella vita cittadina, si scagliano contro di lui con irruenza, sottolineando la sua inutilità e inadeguatezza sociale. Soltanto la nonna crede in lui, e attraverso la storia della fondazione della città di Taranto da parte dei suoi avi lo incita a contribuire alla comunità senza rinunciare alle sue passioni».
Olga Mazzolini ed Elena Mistrello hanno rotto l’incantesimo, hanno interrotto la scia positiva generata da chi le ha precedute. La Gazzetta del Mezzogiorno, grazie alla collaborazione con Hazard Edizioni, per festeggiare i suoi 130 anni, ci aveva abituato a fumetti di altissima qualità. Gli eleganti volumi (48 pagine a colori su carta da 150 grammi, formato 17x24 cm, brossurati con cucitura filo refe e copertina con alette da 15 cm) in vendita con cadenza mensile a 5 euro (oltre il costo del quotidiano), nelle precedenti dieci uscite ha potuto vantare contenuti di ben altra caratura. "Taras, l'atleta di Taranto" si è rivelato deludente e ben al di sotto della soglia del pubblicabile. Peccato.
A marzo ci aspetta la dodicesima e ultima uscita: “Matera, coi sassi nel cuore” di Antonio Mirizzi e Salvatore Centoducati.