lunedì 14 luglio 2014

Il premio, la mostra, la rivista e... Art Spiegelman (ovvero: Tiriamo le somme)

E' tempo di tirare le somme su Chitarre & Nuvolette (la mostra) e sul premio Nuvolette.

Mi capita (spesso, a dire la verità) di incontrare persone che considerano il fumetto un prodotto per bambini (al pari del fruttolo e dei biscotti plasmon). E anche durante questa mia nuova iniziativa è accaduto. Purtroppo.

Eppure, sui pannelli della mostra Chiarre & Nuvolette non è raccontata una favola, ma si tratta (in maniera comprensibile ai più) del rapporto tra musica e fumetto, di autori e di personaggi dei fumetti che hanno a che fare, a vario titolo, con la musica (e con la chitarra).

Leggendo il testo stampato sui venti pezzi di stoffa appesi al muro, si sarebbe venuti a conoscenza, ad esempio, che Andrea Pazienza, stella di prima grandezza del fumetto italiano, ha disegnato le copertine di alcuni dischi, uno su tutti "Passpartù" della PFM. Oppure (altro esempio), che l'autore di Ken Parker e di Julia, Giancarlo Berardi, da giovane suonava in un gruppo chiamato Gli Scorpioni e che ha realizzato anche un cd come cantautore.

Ma c'è chi ha pensato bene di tenersi a debita distanza dai venti pannelli della mostra (e dal numero speciale di Nuvolette, che riproduceva pari pari il testo contenuto su di essi) e di continuare a pensare che il fumetto è quello che (non) è: roba per bambini o adulti deficienti.

Sul mio biglietto da visita di giornalista ho voluto riportare una frase di Art Spiegelman: "Università e biblioteche aprano le porte al fumetto". L'autore di "Maus" (che, tra l'altro, è l'unico fumettista ad aver vinto il Premio Pulitzer) espresse tale concetto in una sua visita in Italia nel 2011 (come riportò il 31 gennaio il quotidiano la Repubblica, sul suo inserto culturale R2:
http://ilmiolibro.kataweb.it/booknews_dettaglio_news.asp?id_contenuto=3716000 ).

Quando mi fu proposto di esporre la mostra al liceo di Mottola, e proprio nella biblioteca, al primo piano del nuovissimo edificio che lo ospita, accettai senza pensarci due volte. Mi parse subito una cosa bellissima. Straordinaria. Da cogliere al volo. 

Una scuola è un luogo di cultura, dove si formano gli adulti di domani -ho pensato- e poi proprio nella biblioteca, riuscire a portare proprio lì una mostra sul rapporto tra musica e fumetto, nell'ambito di una manifestazione così importante come il Festival della Chitarra, sarebbe stato grandioso.

Tutti pensieri positivi, entusiati i miei... salvo poi ritornare alla nuda e cruda realtà.

Ma la serata della consegna del Premio Nuvolette, l'11 luglio, è stato un momento veramente emozionante.
Il premio alla carriera ad Ivo Pavone era più che dovuto. Il disegnatore dell'Asso di Picche è da considerasi, oltre che un Maestro del Fumetto, il capostipite dei fumettisti di origini tarantine, e poi... non ha mai ricevuto alcun riconoscimento nel corso della sua lunga e brillante vita artistica.
Alessandro Vitti, che negli ultimi tempi ha registrato un vero exploit, non poteva che essere lui l'artista dell'anno. E le sue lacrime autentiche, improvvise, incontrollabili, ce lo hanno fatto amare, oltre la sua grande bravura che lo ha portato sino negli Stati Uniti.
E poi Gianfranco Vitti che, grazie al suo fumetto d'esordio, ci ha fatto pensare a quello che era Taranto negli anni '50, portandoci a riflettere su come sarebbe potuta essere oggi la Città dei Due Mari senza l'inquinamento industriale.

Adesso, che tutto si è concluso, mi chiedo: è servito a qualcosa? 
Forse, chissà. Ma è un qualcosa che non era negli obiettivi iniziali di "Chitarre & Nuvolette".

Pierluigi Rota

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