venerdì 2 marzo 2018

C’era una volta la collana degli albi “Falco”









Nel maggio 1991 esordisce a Taranto una collana antologica a fumetti curata dal tarantino Francesco Porcelli. Esce il primo numero: “La maschera di ferro” e poi l’iniziativa si interrompe. L’editore -la legatoria AL. PA. di Aldo Stagno- ci riprova pubblicando il numero zero della fanzine di musica e fumetto “Comics & Roll”: è l’ultimo atto della sua incursione nel mondo del fumetto

Francesco Paolo Porcelli, vulcanico personaggio dai molteplici interessi, tra cui la fantascienza (sue le fanzine “Adventure Flash” e “Saturnia Adventure”, pubblicate a Taranto nei primi anni ’70), con l’aiuto di Aldo Stagno della legatoria tarantina AL.PA., che veste per l’occasione i panni dell’editore, all’alba degli anni ‘90, decide di realizzare una collana a fumetti. 
I suoi soggetti, che giacciono da tempo nel cassetto, spaziano dall’avventura all’epico, fino al genere noir.
Si pensa ad una serie antologica. Così si cercano, alla fine del 1989 (quando in Italia, superata la crisi degli ‘80, l’editoria a fumetti era nella fase della “riscossa”) con un’inserzione pubblicata sul quotidiano locale “Corriere del Giorno”, i disegnatori della serie che viene denominata «Gli Albi “Falco”» (da non confondersi con gli “Albi del Falco” della Mondadori, che negli anni ‘50 portarono per la prima volta in Italia le avventure di Superman/Nembo Kid).
Il primo a presentarsi alla legatoria di Aldo Stagno è un giovanissimo disegnatore, Paolo Logroio, al quale viene affidata la prima storia della collana, intitolata “La Maschera di Ferro”. L’ispirazione è il romanzo di Alexandre Dumas “Il Visconte di Bragelonne”.
Paolo Logroio, licenza media, autodidatta, nel 1989, quando viene arruolato nel progetto, ha appena vent’anni. Il suo tratto è ancora incerto e discontinuo. I disegni risultano alla fine molto impersonali: in alcune vignette ricordano quelli delle mitiche EsseGesse (e, in particolare, i personaggi della serie Comandante Mark) e in altre i tascabili della Edifumetto (Zora?), probabilmente ricopiati (ricalcati?) pedissequamente dagli originali. Il risultato è un modestissimo fumetto di 33 tavole senza alcuna ambizione.
Appena interessante il testo di Porcelli (nel fumetto fa la sua comparsa persino Cyrano de Bergerac in missione al Luovre!). Colpisce la sua “Prefazione”, proprio come se ci trovassimo di fronte ad un libro, ad un romanzo e, nel nostro caso, un “romanzo a fumetti”, termine quest’ultimo che è entrato recentemente nel vocabolario e, soprattutto, nelle scelte editoriali di numerosissimi editori. 
Ma la vicenda diventa ancora più curiosa, quasi incredibile, se pensate che quel primo albo della collana, datato maggio 1991, non verrà mai distribuito ma diventerà un regalo per amici e conoscenti degli stessi autori e dell’editore. Un alone di mistero avvolge questa scelta, eppure sul retro della pubblicazione è indicato anche il prezzo di copertina, abbastanza alto per l’epoca: «£. 8.000». La pubblicazione, della quale nessuno è stato in grado di rivelarci l’esatta tiratura (1.000? 2.000? 4.000 copie?), fu stampata presso le Grafiche Martignano di Parabita, nel Leccese. 
Purtroppo non videro più la luce i numeri successivi della serie: “Il Faraone Maledetto” (n. 2), annunciato in terza di copertina, con un bellissimo disegno di autore sconosciuto, e “Un cadavere vestito di giallo”, noir ambientato a Taranto, del quale lo stesso Logroio realizzò solo le prime nove tavole.
Le prime otto tavole de “La Maschera di Ferro” sono state ristampate, nel 2004, sui numeri 2 e 3 (quattro tavole per numero) della fanzine emiliana “Walhalla”.
Recentemente, qualche copia dell’albo è stata avvistata in una fumetteria cittadina e in vendita su eBay. Nessuna traccia del fumetto, invece, presso l’editore (la legatoria AL.PA. di via Giovan Giovine) che non ne possiede più alcuna copia.
Ma l’incursione nell’editoria a fumetti della AL.PA. non si esaurì con “La Maschera di Ferro”. Nel dicembre 1991, Aldo Stagno pubblica, con una tiratura di 1.000 copie, il n. 0 di “Comics & Roll”, fanzine di musica e fumetti nata per volere di Enzo Rizzi, che ospita al suo interno articoli musicali e una storia a fumetti che ha come protagonista Alice Cooper e la sua “Chop chop chop”. Rizzi, autore anche di Heavy Bone, pubblica in proprio (non più stampati in tipografia ma fotocopiati) altri 19 numeri di Comics & Roll, l’ultimo nel dicembre 1996.
Dopo la morte di Francesco Porcelli, avvenuta a metà degli anni ‘90, Stagno abbandona definitivamente l’idea dell’editoria a fumetti.

Nessun commento:

Posta un commento