martedì 13 novembre 2018

So long, Stan!


Ormai la notizia si è diffusa capillarmente, su internet, in tv, sui quotidiani, alla radio, sull'intero globo terrestre (e non solo tra gli appassionati di comics).
Ieri ci ha lasciato, all'età di 95 anni, il grande unico inarrivabile Stan Lee, prolifico autore e principale artefice della nascita -insieme ad un altro grande del fumetto mondiale: Jack Kirby- dell'Universo Marvel.

Ricordo come fosse ieri il mio primo albo a fumetti della Marvel. Avevo 9 anni. Era il 1972, qualche giorno dopo ferragosto, e mio padre tornò a casa con un fumetto per alleviare un po' la mia pena, essendo costretto a letto (ingessato dalla testa ai piedi con il caldo torrido!) a causa di un incidente. Era il n.61 de L'Uomo Ragno, "Un fruscìo d'ali nella notte", pubblicato dalla leggendaria Editoriale Corno.


Rimasi affascinato dai disegni, dalle atmosfere cupe del racconto che vedevano i due Avvoltoi (quello "originale" e il "nuovo") scontrarsi tra loro, con Spider-Man (ma allora era "L'Uomo Ragno"!) che salva un bambino dal crollo di un cornicione, causato dai due criminali.



Ho ancora davanti agli occhi la prima tavola del racconto, con uno strepitoso disegno a tutta pagina (una "splash-page", per usare un termine da addetti ai lavori) raffigurante il supercriminale l'Avvoltoio appollaiato su un cornicione sotto una pioggia scrosciante, con le mitiche matite di Don Heck su bozzetti di John Romita e le chine di Mike Esposito.


Da allora, sino ad oggi ho collezionato migliaia di albi, e un appassionato come me, nel 2002, non poteva non pubblicare una cronologia dettagliata di Spider-Man (con la prefazione nientepopodimenoche di Marco Rizzo!) edita dalla mia Lilliput (editrice on-demand)...




Un piccolo successo, con ben 400 copie vendute, tutte stampate e allestite in proprio.

Ecco cosa scriveva Marco Rizzo nell'introdurre il volume:

Sebbene la nascita dell’Era Marvel dei Comics sia comunemente associata all’uscita di Fantastic Four 1, nel novembre del ’61, è con Amazing Fantasy 15, risalente a esattamente 40 anni fa, che Stan Lee infrange definitivamente lo stereotipo del supereroe inaugurato da Superman, proponendo un personaggio che sarebbe assorto a nuovo modello per l’intera industria dei fumetti americani. 
L’idea di Lee era davvero azzeccata: per favorire l’immedesimazione del lettore con il personaggio, il protagonista non sarebbe stato un uomo adulto, forte, sicuro di sé, distante dai legami familiari e dalla vita di ogni giorno, tanto meno un miliardario come Bruce Wayne. Considerato che la quasi totalità dei lettori di comics negli anni ’60 erano adolescenti o bambini, era una scelta ovvia trasformare il supereroe in un ragazzino impaurito dai propri poteri e soverchiato dalle responsabilità. Infatti, mentre i Fantastici Quattro e Hulk mescolavano (con l’originalità e la bravura giustamente riconosciute) vecchi temi della fantascienza ai tradizionali supereroi, è l’Uomo Ragno ad accantonare i “superproblemi” fantascientifici della Cosa e di Hulk ponendosi quei “superproblemi” della vita di tutti i giorni.

Ed ecco un frammento di pagina con i dati particolareggiati del n. 63 della serie The Amazing Spider-Man, pubblicata in Usa con data agosto 1968, e in Italia, appunto, su L'Uomo Ragno 61 della Corno, il primo albo Marvel da me letto e posseduto:




Ricordi. Bellissimi ricordi.

Chiudo con l'intervista a Stan Lee, realizzata in Italia, nel 1974, a Lucca Comics, andata in onda diversi anni dopo (nel 1977) nel corso del programma Rai "Supergulp"


Grazie Stan, r.i.p.

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